venerdì 2 dicembre 2016

Pappardelle al ragù di lepre


Giornate affannose, giornate piene.
Giornate dense di impegni, di obblighi e appuntamenti.
Giornate in cui sogno piatti come questi, con il lento sobbollire del ragù e i profumi che riempono la casa dal mattino presto.
Giornate in cui la casa si riempie di vita, tra fornelli accesi, ospiti e buon vino.

Perchè con un sugo così, ci vuol del buon vino, un'ottima pasta.
E degli ospiti degni di questo nome.

Una ricetta che profuma di tradizione, quella toscana dell'appennino. 
Dove la cacciagione spesso era una delle poche proteine che si potevano gustare.
Un prodotto quindi che andava esaltato, come primo piatto, accompagnato con pasta fresca, e come secondo, per arricchire un pranzo di festa.

Pappardelle al sugo di lepre: Ingredienti: Per la marinatura: 1 lepre 1 cipolla 1 costa di sedano 1 carota 5 bacche di pepe 5 bacche di ginepro 3 chiodi di garofano vino rosso 2 spicchi di aglio rosmarino alloro e salvia Per il sugo: lepre precedentemente marinata 2 barattoli di conserva di pomodoro (800gr) vino rosso aglio, carota, cipolla e sedano tritati burro 50 gr sale e pepe q.b. Pappardelle di Pasta Panarese
Esecuzione: Tagliare la lepre a pezzi e metterla in una boule con 75ml di vino rosso, una cipolla, sedano, chiodi di garofano, bacche di ginepro e bacche di pepe. Aggiungere l'aglio, l'alloro, il rosmarino e la salvia. Lasciare marinare 24 ore. Il giorno successivo togliere la lepre dalla sua marinatura e, in un coccio abbastanza ampio metterla a rosolare nel burro. quando questa sarà ben rosolata, aggiungere il trito di sapori e far insaporire. Sfumare con il vino rosso. Aggiungere infine il pomodoro e far cuocere almeno 2 ore agiungendo eventualmente acqua, per evitare che il sugo si attacchi. Cuocere in abbondante acqua salata le pappardelle e condirle con il sugo.






lunedì 21 novembre 2016

Tiramisù alla Marilyn Monroe: Mascarpone e lamponi


Partiamo dal più classico dei dolci, quello che piace a tutti e che non stanca mai.
Aggiungiamoci un risvolto sexy, per accogliere il tema proposto per Novembre dalla vincitrice dell' Mtchallenge dello scorso mese: la mitica Susy.
Cosa può uscirne se non una sfida all'ultimo ciack?

Non sono impazzita, ma semplicemente entusiasta della sfida che Susy ci ha proposto: un tiramisù abbinato a un film o icona sexy.
Nel suo post ci illustra la sua ricetta consolidata, lasciando però spazio alla nostra fantasia.
Ed infatti inizialmente mi sono spaventata, non trovando la ricetta che potesse calzare per questo tema.. 

Poi ho pensato a lei, alla grandiosa Marilyn Monroe. 
Chi se non lei? La ricordiamo in "Quando la moglie va in vacanza" o in "A qualcuno piace caldo", storici e famosissimi film.

Cosa ho messo nel mio tiramisù ispirandomi a lei? 
Il rosso del suo rossetto, sempre impeccabile e mai sbiadito.
La perfezione dei suoi capelli e del suo viso, candido e mai volgare.

Per la ricetta del tiramisù ho seguito la ricetta di Susy, modificando unicamente la bagna.
Ho pensato infatti a una bagna ai lamponi, realizzata semplicemente con lamponi frullati con poco limone e zucchero.

Tiramisù alla Marilyn

Ingredienti:
500 gr mascarpone
4 uova
4 cucchiai di zucchero
2 vaschette di lamponi
mezzo limone spremuto + un cucchiaio di zucchero
1 pacchetto di savoiardi

Esecuzione:
Dividere il tuorlo dall'albume, mettendoli in due ciotole separate.
Aggiungere lo zucchero ai tuorli e mescolarli bene anche con l'aiuto di fruste elettriche.
Unire il mascarpone e mescolare fino ad ottenere un composto liscio e denso.
Montare i bianchi a neve ferma e incorporarli alla crema di  mascarpone.
A parte frullare i lamponi con limone e zucchero, conservandone qualcuno per la decorazione.
Immergere i savoiardi nella bagna dei lamponi, disporli sul fondo dei bicchieri e ricoprire con la crema.
Creare un altro strato di savoiardi e uno successivo di crema, decorando infine con i lamponi e qualche goccia di succo di lampone.






Con questa ricetta partecipo alla sfida n°61 dell'MTChallenge



martedì 15 novembre 2016

Crumiri o Krumiri, i biscotti di farina di mais e le tecniche per farli in casa


Quando ho tempo, la cosa che amo di più fare è preparare biscotti.
Non a caso il blog ha preso questo nome.
Sono belli a vedersi, magnifici, nelle loro mille forme.
E sono peggio delle patatine, almeno per me, poiché quando inizio è difficile fermarmi a un unico pezzo.

I biscotti di oggi li avevo preparati tempo fa per l'MTChallenge, con tema i biscotti della tradizione.

Questi biscotti nascono nel Monferrato,nel 1870, di forma arcuata, estremamente croccanti e burrosi.
L'Italia era unita da pochi anni e ancora non si erano spenti gli echi del Risorgimento. 
Una notte, dopo una serata al caffè con gli amici, Domenico Rossi, famoso pasticciere piemontese, invitò tutti nel suo laboratorio di pasticceria e lì, in una misteriosa alchimia fra ingredienti e magia, sfornò i primi Krumiri, i quali devono il
loro nome a un liquore molto apprezzato in quel periodo: il Krumiro appunto.
La forma però si deve però, secondo leggenda, a un tentativo di sabotaggio da parte degli operai dell'azienda in cui questi biscotti venivano prodotti: a fronte di un misero aumento, per un incremento elevato della produzione, gli addetti protestano creando biscotti "storti".
Il sabotaggio però non funzionò, poiché la bontà dei biscotti vinse sulla forma che però li rese caratteristici.

Ingredienti:
140 gr di farina di mais 
140 gr di burro
100 gr di farina bianca
75 gr zucchero 
2 tuorli 
vaniglia
Esecuzione:
Mescolare
la farina di mais, la farina bianca, lo zucchero, un pizzico di sale e la vaniglia;
aggiungere il burro e i tuorli. Formare una palla, avvolgerla nella pellicola e
lasciarla riposare per circa una mezz'ora.
Dividere poi in due o tre pezzi,formare dei cordoncini lunghi una decina di cm, creare la tipica zigrinatura con l'ausilio di una forchetta.
(In teoria andrebbero inseriti in una tasca da pasticciere con bocchetta zigrinata, ma non avendola.. Ci si ingegna!) 
Appoggiare questi
pezzi su una placca ricoperta di carta da forno e dare loro la forma
caratteristica “a manubrio”.
Infornare in forno statico a 180 °C per 10 minuti, dovranno risultare belli dorati, lasciare riposare per una notte intera.
Conservare in scatole di latta.